Google+ La Natura che ci circonda: Potrei farle un'altra domanda?

domenica 24 agosto 2014

Potrei farle un'altra domanda?

Non credo esista nulla di più soddisfacente che spiegare delle cose e vedere che gli interlocutori sono interessati.
Ieri è stata giornata di guide al Parco e, siccome è stata la prima volta che ho dovuto parlare anche delle piante (e per me, che le sto "studiando" ora, riconoscere l'alloro dal basilico è un'impresa), sono andata un po' nel panico; fortunatamente c'è stato chi mi ha aiutata a cavarmela. Ciò che non era previsto era di trovare davanti alle voliere dei lungodegenti un gruppetto di persone che aveva seguito la prima guida e che era tornata a vederli. Siccome c'era un'amica che mi aveva chiesto una visita più approfondita e quei signori, oltre ad essere interessati, avevano con sé anche un ragazzino, ne ho approfittato per avvicinarmi e cominciare a parlare degli animali in maniera approfondita (cosa che non posso fare troppo spesso, perché di solito alla gente non interessano molto i dettagli).
Le volte in cui sono stata così soddisfatta di una guida sono state molto, ma molto poche; credo di aver parlato più di un'ora quasi senza sosta.
A parte la cortesia dei signori di offrirmi  un caffè e quello che doveva essere uno spuntino ed invece alla fine si è rivelato il mio pranzo (per mancanza di tempo), è stato divertente incontrarli nuovamente alle voliere del parco; se quando parlo di fauna selvatica la gente mi dà corda non smetto più e difficilmente mi stanco, ed infatti ho ricominciato a parlare fino a quando al primo gruppo non se n'è aggiunto un secondo, con il quale ho ricominciato dall'inizio:
- "un'ultima domanda e poi La lascio lavorare..."

Fra "un'ultima domanda" e l'altra, si sono fatte le 16:45 e, considerando che alle 17:30 dovevo ricominciare i turni delle mie guide, ho dovuto necessariamente interrompere la piacevolissima (almeno per me, ma immagino anche per loro che mi hanno posto numerosi quesiti) conversazione e riscappare al centro per concludere il lavoro.
La fretta è cattiva consigliera, si sa, ed a rimetterci è stato il mio mignolo destro, finito nel becco di un pappagallo Cacatua, che non gradiva essere spostato in un ricovero pulito; nonostante il guanto in lattice e quello di cuoio, Ciccio (così si chiama) è riuscito a bucarmi il dito e si è pure stizzito del trattamento, visto che in preda al dolore l'ho praticamente "lanciato" nella gabbietta pulita per evitare che acchiappasse qualche altro mio pezzo di carne. Si è rimesso in piedi ed ha scrollato un po' le penne continuando a minacciarmi; io di tutta risposta l'ho lasciato lì tranquillo, sono andata a disinfettarmi e poi al bar del parco per cercare del ghiaccio e tentare di far riprendere una dimensione accettabile al mio povero mignolo, che non riuscivo nemmeno a piegare.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/48/Cockatoo.1.arp.500pix.jpg


Di certo non potevo sprecare un viaggio, così ne ho approfittato per prendere un rondone maggiore presente al centro e portalo sul prato per provare a "lanciarlo" (dargli lo slancio in aria per permettergli di volare; come ho spiegato qui, i Rondoni non riescono a volare da terra). Detto fatto: l'uccello ha spiccato il volo davanti a dei ragazzi incuriositi; dapprima sembrava che cadesse, ma immediatamente si è risollevato, ha virato ed è volato via. Mi è dispiaciuto che non ci fossero i signori con il figlio, perché sicuramente gli avrebbe fatto piacere vederlo.
Tornata finalmente a casa è arrivata l'ora di riposare ed andare a dormire, anche se Otto, il mio cane, non è stato molto d'accordo con me....

2 commenti:

  1. Ciao :)
    incontrare persone che condividono le nostre passioni e' stimolante al massimo!!!
    Un saluto :)))

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    Risposte
    1. Ciao Blogghidee, grazie per la visita :) è vero, è talmente stimolante che ho passato 3 ore a parlare e non me ne sono nemmeno accorta.
      Buona domenica :D

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