Google+ La Natura che ci circonda: Come soccorrere la fauna selvatica in difficoltà: cose da fare, ma soprattutto cose da non fare

giovedì 8 maggio 2014

Come soccorrere la fauna selvatica in difficoltà: cose da fare, ma soprattutto cose da non fare

Sebbene in alcuni rimanga radicata l'idea che "sono solo animali", ho notato che negli ultimi anni, forse per maggiore conoscenza dell'argomento o forse per una maggiore sensibilità della gente, c'è stato un aumento degli interventi in favore della fauna selvatica in difficoltà.
E' possibile imbattersi in animali selvatici bisognosi di aiuto in tutti gli ambienti, dalla campagna alla città, dalla spiaggia alla montagna.
Cosa bisogna fare in questi casi?

  • Assicurarsi che l'animale abbia effettivamente bisogno di aiuto, perchè ferito, debilitato, stordito o  cucciolo rimasto orfano. In quest'ultimo caso tenere conto della specie per capire se il piccolo sia davvero rimasto solo: molti pulli d'uccello (allocchi, civette, barbagianni, merli, passeri ecc.) escono dal nido quando non sono ancora capaci di volare, ma i genitori si occupano comunque di loro; i cervi ed i caprioli, invece, nascondono i cuccioli nell'erba per non farli trovare ai predatori e poi si allontanano in cerca di cibo. In entrambi i casi riportati in questi esempi, i cuccioli stanno bene dove si trovano e non hanno bisogno di aiuto; 
  • Non stressare inutilmente l'animale: se non si riesce a prenderlo, invece di inseguirlo, è bene chiamare qualcuno più esperto e meglio attrezzato, come la Polizia provinciale, la Guardia forestale, il WWF, la LIPU ecc.;
  • Se ci si riesce ad avvicinare abbastanza da riuscire a prenderlo, ATTENZIONE!!! L'animale non sa che vogliamo aiutarlo e, temendo per la propria vita, cercherà di difendersi con ogni mezzo a sua disposizione...
Quando si soccorre un animale è bene prima di tutto mettere in sicurezza sé stessi, per non passare da soccorritori a soccorsi. Tenere quindi conto della specie con cui si ha che fare e regolarsi di conseguenza;
Se si è abbastanza bravi da riuscire a prenderlo senza farsi male, allora bisogna stare attenti a non fare male a lui, maneggiandolo correttamente e con cura. Se si ha a che fare con un uccello, ad esempio, non bisogna afferrarlo dalle ali, perchè si rischia di causargli lesioni o di peggiorare quelle già esistenti. Per aiutarsi a prenderlo si può usare un asciugamani o una giacca leggera da gettargli addosso; il buio tranquillizza gli animali.
Per le specie più pericolose (volpi, tassi, ungulati, grossi rapaci, ecc.) è meglio rivolgersi a personale esperto.

Per maneggiare un animale bisogna tenere conto della
specie ed utilizzare tecniche differenti. 

Con un mustelide una presa ad anello intorno al collo
non stringe come sembra e gli impedisce di mordere.
E' sempre preferibile utilizzare dei guanti protettivi spessi.


Con un rapace è bene mettersi al sicuro da artigli e becco
senza danneggiare le ali dell'animale...

...la presa più sicura con un rapace selvatico,
si ha bloccando contemporaneamente zampe, ali e coda.

Con gabbiani, cormorani, cicogne, aironi ed ardeidi in generale,
è necessario bloccare il becco, con il quale puntano a colpire
gli occhi, e contemporaneamente le ali, per evitarne i colpi.


Una volta preso l'animale occorre trovare un giusto mezzo di trasporto e contenimento (in realtà sarebbe bene averlo pronto già prima di afferrarlo): per gli uccelli sono ottime le scatole di cartone, sulle quali devono essere praticati dei fori per permettere all'aria di circolare una volta chiuse; per volpi, piccoli mammiferi e mustelidi occorrono strutture più solide come trasportini in metallo e, preferibilmente, l'aiuto di personale esperto. E' bene applicare sul fondo del mezzo dei fogli di giornale; non mettere alcun tipo di alimento per evitare di imbrattare il piumaggio o il pelo dell'animale. 
N.B. Una volpe, un tasso, una faina, ecc. usciranno senza alcun problema da uno scatolo di cartone e se ciò dovesse avvenire all'interno di una macchina potrebbe essere estremamente pericoloso;



Per i ricci basta una struttura in plastica dura


Nel caso in cui si stia trasportando un animale molto giovane, come un nidiaceo ancora implume, si può utilizzare una bottiglia di plastica con dentro acqua calda (non troppo) per tenerlo al caldo, ma stando attenti a posizionarla in maniera tale da non permetterne il movimento in nessun senso, men che meno il rotolamento; in alternativa si possono utilizzare dei panni di pile o lana, ma sono da evitare l'ovatta e tutti quei materiali che tendano a sfilacciarsi.
Per legge, l'animale soccorso va consegnato entro 24h ad un centro preposto, per cui se si è riusciti a prenderlo da soli si può portare al Centro Recupero Animali Selvatici (o altra struttura adibita al recupero) più vicino, oppure contattare qualcuno - WWF o altre associazioni, Polizia Provinciale, Forestale - che possa venire a prendere l'animale per trasportarlo fino al centro.

Cose da non fare:


  • Non prelevare animali che non siano effettivamente bisognosi di aiuto o in imminente pericolo: la "possibilità" non ci riguarda, per cui non si preleva un animale dal suo ambiente perchè "sta benissimo, ma potrebbero sparargli". Oltretutto sarebbe anche un atto illegale;
  • Non somministrare alcun tipo di alimento all'animale, a meno che non si sia assolutamente certi di non potergli in alcun modo causare intossicazioni e a meno che non si sia esperti del settore e non lo si possa far giungere in un centro in tempi brevi: nel dubbio è meglio lasciarlo digiuno per qualche ora piuttosto che rischiare di avvelenarlo. In considerazione del fatto che gli animali molto giovani hanno necessità di essere alimentati spesso, se proprio non è possibile farli pervenire ad un centro in tempi brevi, è possibile tentare di somministrargli delicatamente un alimento idoneo (cosa non particolarmente facile se l'animale non è in grado di mangiare da solo e non apre la bocca spontaneamente). Per qualche suggerimento in merito all'alimentazione, ho trattato l'argomento qui;
  • Non somministrare farmaci all'animale: per questo ci sono i veterinari dei Centri Recupero; alcuni farmaci  per uso veterinario sono tossici per certe specie ed utilizzarli su di esse vuol dire ucciderle (vedi Ivermectina e Cheloni). Se si è veterinari o medici e si è in grado di farlo, si possono praticare fasciature per bloccare eventuali emorragie o immobilizzare ossa fratturate;
  • Non tenere l'animale pensando di poterlo soccorrere da soli: oltre ad essere cosa illegale anche per gli stessi medici veterinari, si rischia di renderne impossibile la guarigione e quindi il reinserimento in natura, per esempio facendo saldare male delle fratture che, prese per tempo, si sarebbero potute rimettere in asse;
  • Non giocare o accarezzare l'animale: se è un piccolo potrebbe imprintarsi impedendo poi la successiva reimmissione nel suo ambiente; se è un adulto, non essendo un animale domestico e non capendo il gesto affettivo, oltre a poter essere pericoloso per noi stessi, va incontro a stress, letale per alcune specie. Non sottovalutare mai un animale selvatico. Un momento di distrazione può costare molto caro!
  • Non lasciare l'animale ai bambini: può essere pericoloso per entrambi.

Su questo sito sono elencati, regione per regione, tutti i recapiti dei centri recupero.

Aggiornamento: l'ultima che mi è toccato sentire è che "i genitori non accudiranno più l'uccellino che ho trovato, perchè sentono l'odore dell'uomo e quindi non si avvicinano"! Il tutto, ovviamente, in risposta al mio "mettilo in un punto alto riparato dai gatti, ma accessibile ai genitori, che così potranno continuare ad occuparsene".
Credo sia il caso di specificare che gli uccelli non sono mammiferi e che, anche se i pulli vengono toccati dall'uomo, i genitori non sentono l'odore di quest'ultimo.
In molti casi i pulli escono spontaneamente dal nido PRIMA di essere autosufficienti ed in grado di volare, ma i genitori continuano comunque ad occuparsene ed alimentarli, per cui se non sono feriti, in mezzo ad una strada e non ci sono predatori nei dintorni, è bene lasciarli lì dove si trovano. Nel caso in cui, invece, si tratti di nidiacei che effettivamente sono accidentalmente caduti dal nido, se i piccoli vengono messi in un posto raggiungibile da mamma e papà e al sicuro dai predatori (un balconcino, una gabbietta appesa in un punto alto o quello che vi pare) e se non si va continuamente a rompergli le scatole, essi continuano a prendersene cura e, se il piccolo è abbastanza grande, in pochi giorni o anche poche ore, riescono a portarlo fino all'involo e quindi a farlo tornare al nido.
Sostituirsi ai genitori di un cucciolo, per quanto si possa essere esperti, non è MAI una buona idea se questo non sia strettamente necessario!!!


Pulli di ballerina gialla, il cui nido è stato sbattuto a terra
e distrutto dal forte vento

 Su questo sito della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), oltre ad ulteriori consigli sull'atteggiamento da tenere, troverete anche un'interessante galleria fotografica di pulli di vario tipo.

2 commenti:

  1. Un articolo molto bello, dettagliato e con consigli utilissimi. Io ho soccorso moltissimi animali e poi liberati. Alcuni li ho tenuti perche' non erano piu' in grado di integrarsi. Sono state tutte esperienze meravigliose ei sono rimaste vivissime le immagini di tutti quegli animaletti :))
    A presto!

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  2. Ciao cara, è un piacere leggerti :) ho cercato di farlo il più dettagliato possibile per evitare rischi sia per chi soccorre che per l'animale soccorso.
    Il momento in cui si rilascia un animale che si è curato è sempre un'emozione grandissima, anche se dura un minuto e poi scompare alla nostra vista. Purtroppo non è sempre possibile salvarli, anche se facciamo del nostro meglio.
    Tutti animaletti fortunati quelli che hai soccorso!
    Un abbraccio

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