Google+ La Natura che ci circonda

mercoledì 17 agosto 2016

Che pazienza che ce vo'...

A lavorare con il pubblico!
E chi ha la fobia degli insetti ma vuole la natura e chi si schifa dei gechi ma si lamenta delle zanzare; e chi vorrebbe i cani sempre intorno e chi ha paura di quelli di grossa taglia; e chi vuole il caffè fatto con la Moka e chi vuole l'espresso; e chi vuole la doccia "a telefono" e chi resta chiuso nel box doccia (sì...è successo anche questo); e chi fa il danno è vuole pagarlo (e, rigorosamente con il sorriso a 32 denti, "ma no, si figuri, sono cose che capitano; ora lo sostituiamo") e chi rompe qualcosa e si guarda bene dal dirlo; e chi se ne va un giorno prima e chi resta un giorno in più; e chi critica la colazione e chi manda l'SMS per dire che già gli manca; e chi si frega l'asciugamani e chi si ruba il phon (e siamo già al quarto); e chi prenota per uno e si presenta in due e chi vuole la matrimoniale per tre; e chi la vuole cotta e chi la vuole cruda...
Accontentare tutti è impossibile e cerchi di essere sempre sorridente e disponibile, magari ti fermi a chiacchierare e scopri che alcune persone sono molto simpatiche; poi arriva il cliente che vorresti prendere a schiaffi, quello che crea problemi tanto per il gusto di farlo o che ha palesemente torto e cerchi di spiegarglielo educatamente mentre nega l'evidenza, quello arrogante al quale vorresti gridare "sei un cretino!" e invece resti lì sorridente, pensando che vorresti buttarlo fuori a calci e dirgli di non tornare mai più nella vita. 
Ci vuole pazienza con il pubblico, soprattutto quando ti sei fatto in quattro e leggi certe cose: vorresti rispondere con una sfilza di improperi e invece ti devi necessariamente contenere.
A volte la gente si dimentica che, nonostante il famoso detto "il cliente ha sempre ragione", ci sono sempre delle regole da rispettare: prime fra tutte l'educazione e il buon senso.

lunedì 8 agosto 2016

Insieme raccontiamo.... in ritardo.

Be', sono in ritardissimo, ma una promessa è una promessa e stavolta partecipo "da esterna". La puntata di "Insieme raccontiamo" di luglio non mi ha vista partecipare, ma recupero in ritardo.
Le regole ormai le sapete, d'altronde siamo all'undicesimo appuntamento, quindi non sto a ripetervele (e comunque le trovate qui, mentre qui c'è il post di riepilogo). L'incipit di Patricia in verde e il mio in blu.
Pronti? Andiamo! :)


Odore di muschio. Di foglie in decomposizione.
Nel bosco, sotto a quel guazzabuglio di querce olmi e acacie, alte da sembrare volerlo solleticare e spesso da oscurarlo, il cielo era sparito.
Si chinò ad annusare lo stesso odore di allora quando....


sì, quando? Quanto tempo era passato? 200.000 anni o forse più, e quell'odore pungente era ancora ben impresso nelle sue narici. 
Si guardò intorno. Molte cose sembravano essere cambiate da allora, ma non il bosco, non gli alberi. Quelli erano ancora lì, guardiani senza tempo di un mondo che aveva protetto con coraggio, fino all'ultimo respiro. Adesso i quattro lo avevano richiamato; la minaccia che secoli prima aveva attanagliato il suo regno, era tornata più forte ed agguerrita che mai.
Si sollevò, scrollò le ali infuocate e volse lo sguardo acuto intorno a lui alla ricerca di qualcosa. Eccolo lì! Sorrise. Si avvicinò e lo vide. Il ragazzo era accasciato al suolo, riverso a terra senza vita, immerso in una pozza di sangue. Scosse la testa con aria di disapprovazione.
- Sempre delicato Ippogrifo! Povero ragazzo, che gli avrà mai fatto? -
Una voce alle sue spalle rispose.
- Nulla, ma sono stanco di fare il baby-sitter, Fenix! Mettitelo bene in testa: basta con i mocciosi! -
I quattro guardiani lo osservavano, seduti sulle rocce. Lui li guardò con la coda dell'occhio, con un sorrisetto strafottente impresso sul viso.
- Mi dispiace deluderti, Ippogrifo, ma dovrai continuare ancora a lungo a fare il baby-sitter. -
Così dicendo si avviò verso il corpo del giovane e vi si chinò sopra. 
- Su giovanotto, torna fra noi! Diamo ancora un po' di lavoro a quello sfaticato. -
Sfiorò la salma e questa fu avvolta dalle fiamme, ma non ne venne corrosa. Pochi istanti dopo, al contrario, cominciò a muoversi e si rimise in piedi, uscendo dal fuoco. Nessuna ferita sul corpo.
Frastornato, confuso, il ragazzo cadde svenuto, ma fu afferrato da Fenice, sorridente, che lo pose delicatamente al suolo.
- Riposa piccolo, recupera le forze. Ne avrai bisogno! Avremo parecchio da fare nei prossimi giorni... -

venerdì 29 luglio 2016

Chi non muore....

....si rivede! O almeno lo spero!
Ho terminato stamattina una sessione estiva drammatica (NON mi chiedete com'è andata, grazie) e mi accingo a trascorrere ben (1....2....3...mmmmmh....) 5 giorni di vacanza (forse)! Mica si scherza. 
Spero, comunque di trovare il tempo di riprendere in mano le redini dei blog e, soprattutto, tornare a visitare gli altri blog. 
Se ci sono novità? Be', sì... i due gattini che mi sono "autorifilata" in stallo a maggio (ne avevo parlato in un commento in questo post), hanno quasi sicuramente trovato casa. Dove? Be'.... indovinate? :D





Si chiamano Tempesta e Burrasca (i nomi li ha scelti mio nipote). Due nomi, una garanzia!
Tempesta ha un'ulcera corneale e Burrasca ha perso un occhio, ma si fanno rispettare e vanno a caccia di lucertoline come tutti gli altri gatti.
Dico' "quasi sicuramente" perché mia madre ha ancora qualche riserva, ma dovrebbe essere la loro sistemazione definitiva. Vi terrò aggiornati :) Chi ci crede preghi per noi, perché a darle via soffriremmo tantissimo tutte e tre: io mi sono affezionata da morire, ma loro non sono da meno.
Per scaramanzia, vi racconterò la loro storia solo quando sarò certa al 10.000% sulla loro sorte... quindi spero presto.
A presto su questo e sugli altri blog!

mercoledì 20 luglio 2016

C'era una volta una stalla....

Be' cari lettori, intanto vi chiedo scusa se sono sparita per l'ennesima volta, ma sono in un periodo piuttosto strano; fra l'altro mi hanno posticipato di nuovo un esame, per cui, alla fine, finirò di nuovo la sessione a fine luglio. Ad agosto si lavora a pieno ritmo e con ciò mando tanti saluti, anche quest'anno, al mio sogno di vacanza. Ormai ci rinuncio.

Passando all'argomento dell'articolo, sapete bene che nei miei blog è bandita la pubblicità e non vi "ammorbo" mai con sponsor o altro, però in questo caso.... me lo concedete un post pubblicitario? No, no, niente prodotti improbabili, tranquilli: non faccio quel tipo di pubblicità!
Qualche volta vi ho scritto dell'agriturismo, delle more e dei fichi freschi raccolti per farcire i dolci per le colazioni, lavorando fianco a fianco con un bombo; vi ho scritto anche che accettiamo gli animali, ma a questo punto mi sembra arrivato il momento di raccontarvi un po' di questa nostra struttura di famiglia.



Cominciamo col dire che, quando nacque il progetto, non ero assolutamente d'accordo a costruire l'agriturismo: l'idea è stata di mio padre, ma io avrei preferito mantenere le vecchie stalle dove mio nonno tenne le vacche e noi ricoveravamo i cavalli (rovinosamente rubati nel 2000). Quanto giocavo lì dentro... e ne ero gelosissima! Tuttavia, piano piano, il progetto di mio padre prese forma e nel 2002 inaugurammo l'agriturismo (che, a parte un sito internet in rifacimento, ha anche una pagina fb).
La scelta del nome fu un dilemma: da "Il maiale a pois" a "disse il maiale alla gallina..." (all'epoca avevamo ancora l'allevamento di suini da cui nacque Lina, la scrofetta di Apulo calabrese di cui vi ho raccontato qui), per poi ripiegare su un meno spiritoso ma più semplice e poetico "Il Pero Selvatico".



Con questa storia vi svelo un altro pezzettino di me, che forse ancora non vi avevo raccontato, ovvero la mia collocazione geografica: la Calabria. Il nostro agriturismo si trova a Roccelletta di Borgia, a tre minuti dal Parco Archeologico di Scolacium, che non conosce quasi nessuno (calabresi compresi), ma che è invece molto importante e, non vorrei dire una fesseria ma così ricordo, più esteso di quello di Pompei (ma molto meno riportato alla luce). Hanno allestito anche un museo, che si trova nella vecchia casa della famiglia di mio padre, "persa" con l'esproprio del terreno.
Per quanto riguarda l'agriturismo, esso sorge nella nostra azienda agricola. Nella riqualificazione è stato restaurato e mantenuto il muro originale.

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La struttura è circondata da un grande e bel giardino (studiato da mia madre che ha per le piante la stessa passione che io ho per gli animali), cui fa da contorno la campagna vera e propria. All'estremità del giardino, a far da confine fra la struttura e il pero selvatico da cui prende il nome, c'è l'antico abbeveratoio in pietra, originale, che ormai non è più funzionante, sebbene io me lo ricordi quando ancora vi scorreva un filo d'acqua dentro (ed io e i miei fratelli ci divertivamo a guardare i girini - adesso lo so - di rospo). Sotto il portico, invece, un altro pezzo di storia agreste: un antico torchio in legno a trazione animale.



L'agriturismo è dotato di una sala wifi comune (con i muri spessi purtroppo il segnale arriva molto poco nelle camere), di una sala ristorante ed un bar, un salottino con camino e tavolo da biliardo, le camere da letto e una saletta dove allestiamo la colazione.



A quella penso io: marmellate fatte in casa con la frutta biologica della nostra azienda (solo con frutta e zucchero perché non usiamo pectina),  dolci fatti in casa, pane fresco, frutta fresca di stagione (la nostra),  burro, yogurt, latte, tè e caffè. Per i più "igienisti",  che non gradiscono le cose casalinghe,  ma preferiscono la sterilità delle cose confezionate, aggiungiamo anche le marmellate e le fette biscottate monodose. Su richiesta facciamo anche la colazione salata.





Non è più attivo il servizio ristorante, salvo che per gruppi e banchetti.
Abbiamo 10 camere da letto con bagno, ampie e con climatizzatore. L'unica cosa che potrebbe disturbare il sonno dei nostri ospiti è il canto dei grilli o il richiamo delle civette e degli assioli che stazionano vicino la struttura.







A cinque minuti di macchina c'è il mare, a due il Parco Archeologico di Scolacium; in poco tempo si raggiunge anche la montagna. Trovandosi in piena campagna, è possibile passeggiare nei dintorni in mezzo al verde e, con un po' di fortuna scorgere qualche animaletto (uccellini, rapaci, volpi, faine, ricci, ecc.). C'è abbastanza  spazio per far correre e giocare i bambini, senza l'ansia delle macchine.
Insomma, il posto è bello e si sta bene. Le foto non gli rendono giustizia, ma questo ovviamente è un parere di parte derivante dal mio punto di vista di comproprietaria. Tuttavia, come si può sapere se ciò che dico è vero se non si viene a scoprirlo personalmente? 

giovedì 30 giugno 2016

Campagna contro l'abbandono degli animali domestici

È arrivata l'estate e con essa l'immancabile e riprovevole abitudine di abbandonare i cani e i gatti per andare in vacanza. 
Già da un po' sul mio blog è presente un gadget contro l'abbandono, ma è sempre bene ribadire il concetto. Per questo ho deciso di participare a questa iniziativa di Fioredicollina nel suo blog  okanimali (scoperto tramite Patricia Moll e il suo blog), apponendo il banner anche qui.



Potrei mai io tirarmi indietro davanti ad una simile e lodevole idea? Ovviamente no.
Prima ancora di parlare di abbandono è il caso di parlare di responsabilità nel momento dell'adozione: quando si sceglie di prendere in casa un animale domestico, di qualsiasi specie esso sia (no,  la suocera non è inclusa fra gli animali domestici), bisogna sempre essere consapevoli di quale impegno si stia prendendo. Un compagno di questo genere, peloso, piumoso o squamoso che sia, necessita di tante attenzioni che richiedono grandi costi in termini economici, di impegno e di tempo. Quando si decide di prendere in casa un animale bisogna tener conto del fatto che questo andrà accudito, alimentato, curato, vaccinato, microchippato,  portato a passeggio  (se è un cane) e che bisognerà tenere in conto anche lui quando si dovranno organizzare le vacanze.
So bene che riuscire a portare in vacanza i propri amici a quattro zampe è difficile perché in molte strutture non li vedono di buon occhio, ma ci sono anche posti dove loro sono i benvenuti, basta avere la pazienza di cercare (per esempio nel nostro agriturismo accettiamo di buon grado i pelosetti e pare che quest'anno abbiano aperto una spiaggia per animali abbastanza vicina a noi - concedetemi la piccola parentesi pubblicitaria non richiesta -).
Quando si decide di prendere un animale, quindi, bisogna farlo in modo consapevole, tenendo conto di tutti quelli che saranno i pro e i contro della scelta e soprattutto che l'impegno dovrà durare per tutta la vita dell'animale. Le vacanze, le allergie, i vicini, il condominio, l'intolleranza alla "sporcizia",  i rumori, la poca o assente voglia di portarli a passeggio, le cucciolate (e se non le volete  o non siete già pronti a tenere i cuccioli o a trovargli una sistemazione, sterilizzate i vostri animali preventivamente) i costi e l'impegno sono tutti fattori che vanno valutati prima. Se c'è anche il minimo dubbio è bene rinunciare ad avere in casa un animale. Se invece lo avete già preso, be' esistono le adozioni, le associazioni e i canili, ma la soluzione migliore è che facciate uno sforzo e ve lo teniate. Lui/lei vi ripagherà.
Un cane o un gatto che viene abbandonato è condannato a morte, poiché non è in grado di procacciarsi il cibo, né di difendersi dai pericoli della vita di strada; inoltre i cani e i gatti randagi sono un pericolo per le persone e gli altri animali. Quanti incidenti d'auto vengono causati da animali randagi? Quanti attacchi al bestiame attribuiti ai lupi sono, in realtà, opera di cani randagi rinselvatichiti? E quanti animaletti può uccidere nella propria vita un gatto? (Quest'ultima domanda ponetela al Governo australiano, che deve affrontare una vera e propria emergenza ecologica).
Ricordiamo quindi: gli animali non sono peluche, vanno adottati consapevolmente, non vanno regalati, devono essere accuditi e sono membri della famiglia per tutta la loro vita. Abbandonarli  (o sopprimerli senza una valida motivazione di sofferenza dell'animale stesso) è illegale ed inoltre un atto riprovevole, degno solo di esseri infami.
Con questo concludo, ribadendo NO ALL'ABBANDONO! L'estate portali in vacanza con te!

giovedì 26 maggio 2016

Una folle giornata di... pulli.

Vi chiedo scusa, intanto, se dovessi scrivere qualche strafalcione, ma ho un occhio aperto ed uno chiuso dal sonno.
Stamattina sono andata all'università con una collega per andare a parlare con altri "personaggi" per cercare di capirci qualcosa su questa benedetta questione universitaria. Ovviamente è stato un viaggio inutile e una mattinata persa.
Mentre ero in facoltà, mi ha telefonato un'amica, per dirmi che una signora avrebbe portato degli uccellini  (non meglio identificati) al CRAS. Ora... io mi aspettavo i soliti rondoni o qualche passerotto, comunque in un numero massimo di due o tre, mentre invece ci hanno portato 22 pulli di balestruccio in stadio di crescita diversa, che erano stati abbandonati alla mercè dei gatti. Qualche figlio di chi so io deve averne rotto i nidi e averli lasciati lì. Panico totale, perché alcuni sono implumi. Ci siamo organizzati a turno per farli mangiare e fatti il segno della croce.
Mentre ero al centro a far mangiare gli uccellini una telefonata al centro chiede aiuto per due, anche in questo caso non meglio identificati, uccellini. Arrivano al centro un altro balestruccio ed un fringillide di dimensioni ultraridotte.


Di aprire il becco non vuole saperne: vedremo domani mattina. Ora mi lascio cadere fra le braccia di Morfeo, ma prima esprimo il concetto primario per cui ho scritto questo post:

Ricordo che distruggere i nidi di rondini, rondoni e balestrucci (ma anche degli altri uccelli) è un reato a tutti gli effetti!!!

Spero che il concetto sia chiaro. Buona notte.

venerdì 20 maggio 2016

Comunicazione di servizio

Sera a tutti amici lettori!
Scrivo questo post solo per comunicare ufficialmente ai lettori di "Spiriti della Natura", il mio racconto a puntate, che questo si è trasferito in un altro blog a lui dedicato. Le vecchie puntate saranno su entrambi i blog, mentre troverete quelle future solo su "Spiriti della Natura".
Ho preso questa decisione perché il racconto si sta allungando parecchio e comincia a prendere troppo spazio alla tematica principale del blog. Mi sembra anche corretto nei confronti dei lettori che non apprezzano questo mio esperimento letterario (lo so che ci siete, lo so), ma che invece si interessano agli altri argomenti trattati in questo mio piccolo angolo dedicato alla Natura. Chissà che questo cambio di collocazione non gli porti fortuna; io lo spero tanto...