Google+ La Natura che ci circonda: L'incendio

giovedì 28 agosto 2014

L'incendio

I cani in giardino si fermano ad annusare l'aria; un'espressione grave li avvolge, come se fiutassero un pericolo. Anche io, allora, mi soffermo al soffio del vento per odorarne il contenuto e ciò che sento è terribile: il fuoco!
Giro intorno alla casa per capire da dove venga il fumo e mi fermo a scrutare l'orizzonte; eccolo! Devono averlo appena acceso perché è ancora piccolo. 
Chiamo mio padre per descrivergli il tutto e lui mi spiega quale punto indicare alla Forestale: "chiama il 1515 e dì che è su quelle colline". Ho preferito chiamare il 115, in passato si sono dimostrati più disponibili per quantità di mezzi; la voce rassicurante di un vigile del fuoco mi comunica che hanno appena segnalato il tutto alla Forestale e che dovrebbero intervenire a breve. Sono passati non più di dieci minuti e quello che era un filo di fumo è diventato quasi un inferno. È lontano, non dovrebbe arrivare da noi, ci sono le stagliate; ma io non riesco a stare tranquilla, qualcosa mi inquieta. Alzo gli occhi al cielo e capisco cos'è: una poiana si è alzata in volo fuggendo dal proprio nido per scappare al fuoco; fortunatamente i giovani dovrebbero già essere in grado di volare. Contemporaneamente sento i gruccioni allarmati e la rabbia mi assale. La mia mente va a tutti quegli animali che non sono forniti di ali o di zampe agili che gli permettano di fuggire; ai cuccioli che ancora non sono abbastanza veloci per scampare alle fiamme; a quelli che stanno dormendo nelle loro tane e non si sveglieranno in tempo; agli alberi ed ai cespugli che stanno bruciando e che non si riprenderanno con le piogge invernali. Penso a cosa farei se avessi fra le mani l'essere indegno che ha appiccato il fuoco! I piromani sono fra quegli individui abominevoli che chiuderei in cella per poi buttare la chiave...anzi no! Li lascerei legati ad un albero, sottovento, a poca distanza dal punto in cui hanno appiccato il fuoco, per fargli sperimentare ciò che hanno imposto alla Natura;  vicino quanto basta per essere travolti dalle fiamme, abbastanza lontano perché abbiano il tempo di rendersi conto di cosa gli stia per accadere.
Ora il vento non accenna a diminuire e il fumo continua ad invadere la vallata. Speriamo che la Forestale giunga presto a spegnere l'incendio...





2 commenti:

  1. Non ci sono parole certe volte! Solo tanta rabbia!
    Perchè poi? Che gusto c'è?

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    1. Ciao Patricia,
      Spesso e volentieri non è questione di gusto ma di semplice opportunismo: alcuni pastori danno fuoco alla macchia perché così l'erba per il pascolo cresce più veloce. Ciò di cui non si rendono conto è che in questo modo distruggono la vegetazione protetta (ma siccome spesso e volentieri prevalgono l'ignoranza e l'egoismo non gliene frega niente). Qui danno fuoco tutti gli anni e ogni anno è una battaglia; una volta le fiamme ci sono arrivate in giardino perché con il vento forte l'incendio si è prepagato in un baleno e non ho fatto in tempo ad accorgermene (ero da sola a casa). Ho raccattato documenti e cani e sono scappata via; fortunatamente i carabinieri del paese vicino si erano accorti di tutto ed avevano già chiamato i vigili... Qualcuno lassù ci ha voluto bene, ma che paura...
      Un'altra volta si è scatenata una tromba d'aria sul mare con annesso acquazzone nel momento in cui l'incendio è arrivato al nostro coltivato, spegnendo tutto (e meno male perché i vigili erano impegnati).
      Ieri invece sono stati gli uomini dell'AFOR :)
      Speriamo che domani non ci sia bisogno di nulla.
      Un abbraccio e buona notte

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