Google+ La Natura che ci circonda: Ciao Ciro.

giovedì 26 luglio 2018

Ciao Ciro.

Oggi è un giorno triste, piange anche il cielo. 
Eri uno scricciolo nero grande quanto un gatto quando ti ho trovato in mezzo alla strada. Stavi per essere investito, ma fortunatamente la macchina si fermò in tempo. Mi avvicinai per assicurarmi che quel "micio" (perché per quello ti avevo scambiato da lontano, tu, piccolo e nero) stesse bene e sono stata subito rapita dai tuoi dolcissimi occhioni da cucciolo. Quello sguardo che non hai mai perso, nemmeno quando ormai eri alla fine. Ti presi e chiamai un'amica, la tua zietta Ylenia, per cercare qualcuno che potesse prenderti in stallo, ma non c'era nessuno, così decidemmo di portarti a casa mia, dove c'era da superare lo scoglio di mia madre. Papà non era un problema e lo sapevo, così come sapevo che se avessi trovato una storia abbastanza triste da raccontare mi avrebbe permesso di tenerti per un po', in attesa di trovarti una casa. Con Ylenia e papà decidemmo di raccontarle che ti avevamo trovato chiuso in un sacchetto della spazzatura. Come previsto mamma cedette, anche se borbottando un po'. La mattina dopo avevi già trovato casa: da Alessandra, sotto casa mia, con il terrazzo in comune. E fosti subito un membro della famiglia, dolcissimo da subito. Ricordo che era impossibile spazzare perché tu iniziavi a giocare e a mordere la scopa, e anche mamma alla fine si metteva a giocare con te. Poi nacque il primo figlio di "Mamy" e "Papy", il mio primo nipote, e tu diventasti il fratello maggiore; stavi sempre accanto a lei quando allattava e cominciasti a diventare un cane serio e attento che non succedesse nulla a nessun membro della famiglia, men che meno il "cucciolo d'uomo" da cui ti sei sempre fatto fare di tutto. E anche Raffaele ti voleva bene. Rideva da matti quando giocavate a rincorrervi con il papà che lo teneva in braccio e ci divertivamo tutti a giocare ad acchiapparella con te. Io ti inseguivo e tu scappavi e poi si invertivano i ruoli. Poi eri paziente e giocavi delicatamente anche con il tuo fratellino umano, che ancora gattonava ma doveva afferrarti la coda e stare abbracciato a te. E quanti ne hai cresciuti di cuccioli, di qualsiasi specie. Grinta, soprannominato "il gatto di Ciro", perché lo prendevi e lo portavi con te a cuccia per proteggerlo e accudirlo; Lina, la suinetta ferita dal cane randagio; poi Otto, la fine della tua tranquillità, perché il gelosone ti stava sempre addosso... E adesso gli manchi, lo sai? Ha cercato di avvertirmi stamattina, ma pensavo che stesse solo facendo le solite storie per entrare; invece, quando sono uscita, è rimasto mogio mogio accucciato a terra. Lui già lo sapeva, mentre io ti avevo visto accucciato davanti il cancello, a prendere il fresco dell'acqua dell'irrigazione. Sapevo che il fatto che volessi uscire dal giardino non era buon segno, ma non avrei mai pensato che appena due ore dopo ti avrei trovato in un angolo vicino casa, addormentato per sempre. Ti chiamavo per venire con me in agriturismo, dove ti piaceva stare, e invece ti ho dovuto dare l'ultimo saluto sulla collina. Scusa se non ti ho messo sotto la quercia, ma tu eri grande e scavare lì una buca così profonda era veramente difficile; il terreno è troppo duro. Giovanni però è stato molto attento e delicato nel preparare un posto per te lì sulla collina, vicino a Bernie. Ti ricordi di lui? Era un altro cucciolone con cui avevi avuto a che fare. Purtroppo lui non è stato fortunato e quando ha trovato una famiglia che lo amasse era già tempo di partire per il ponte. Però tu sei stato buono anche con lui e adesso sicuramente vi farete compagnia. E cerca di non litigare con Teddy lassù, il cane di Ylenia con cui giocavi quando eri piccolo ma avete cominciato a non andare più tanto d'accordo quando anche tu sei diventato grande. Ne avrete di spazio per correre e passeggiare lì. E se li vedi, salutami anche Micha,  anche se tu non lo hai conosciuto, Grinta, che credo che ormai sarà lassù con voi, Ombra, Bianca, che avrei tanto voluto mettere vicino a Bernie, ma non sono riuscita a trovarla, Burrasca, se fosse arrivata lì anche lei (e se invece fosse ancora qui giù, potresti darmi una mano a ritrovarla? Da lì sicuramente la vedrai), tutti i cuccioli sfortunati di Tempesta e Burrasca, papà Spiri (a proposito, anche se per pochissimi giorni è entrato in famiglia anche lui, cerca di non litigarci; in fin dei conti è sempre il papà dei tuoi nipotini miciosi) e anche Vale, Billone, Jack, Cenere e tutti gli altri. Digli che gli mando una carezza.
Voi mi aspetterete, vero? Quando arriverò lassù anche io, spero il più tardi possibile, ma questo potrà deciderlo solo Lui, be', quando sarà il momento conto di ritrovarvi tutti. E probabilmente la squadra sarà cresciuta ancora. Dicono che anche gli animali vadano in Paradiso e, siccome non esiste cattiveria fra voi, vi ritroverete tutti lì. Mettete una buona parola per me.
Ho cercato di curarti, purtroppo non si è capito cosa ti fosse successo esattamente. Spero che almeno le analisi che ti ho fatto ieri possano darci una risposta. A proposito, scusa se ti ho portato dal veterinario ieri e se ti ho fatto fare un altro prelievo. Se avessi saputo che era così grave non lo avrei fatto; ti avrei portato direttamente con me all'agriturismo dove volevi stare e ti avrei lasciato tranquillo. Mi dispiace di non aver capito, di non essere stata con te per accompagnarti, ma forse tu non volevi o non avresti cercato di andare via stamattina.
A quest'ora sarai già arrivato, probabilmente, e spero che il tuo viaggio attraverso il ponte sia stato facile. Mi mancherai tanto, patato mio, ma ora le tue zampe e la tua schiena saranno tornati forti e starai meglio, scorrazzando fra le nuvole. Fai il bravo lassù. Grazie di tutto. Ciao Ciro, ti voglio bene. 




8 commenti:

  1. Se ne è andato, che tristezza, Poiana, ti capisco, sai. Quando guardo il mio micione, che a giugno ha fatto i diciannove anni, da me è arrivato ad agosto del 1999, penso a quando se ne andrà e al solo pensiero mi manca già tantissimo. Li rivedremo lassù, in paradiso. Un abbraccio a te e un saluto e un bacione a Ciro, che scodinzola felice.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sinforosa,
      Ciro aveva 11 anni, non era nemmeno vecchissimo ma era da un po'che iniziavo a prepararmi. La rabbia è stato il tracollo improvviso di cui ancora non si è capita la causa. Spero che l'ultima analisi che gli ho fatto dia una risposta.
      Ora sicuramente sta meglio e questo già aiuta, però manca tanto, sai? Anche a Otto, ieri è stato molto triste.
      Un abbraccio e grazie.

      Elimina
  2. Che aggiungere? Niente.
    Un anno fa è andato via il mio micione, dopo 18 anni nella mia famiglia, per tornare sul suo pianeta. Quindi capisco...

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Moz-,
      Diventano membri della famiglia. Anche mio fratello che non ama gli animali e che è via da tanto tempo l'ha presa male. Dopo tanti anni sono come parenti.
      Grazie e buona giornata.

      Elimina
  3. Nooooooo! Mi dispiace Poiana!
    Ti abbraccio stretta stretta
    Vola leggero Ciro e salutami i miei pelosi che ti stanno accogliendo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Patrizia,
      Purtroppo prima o poi doveva succedere. Adesso sarà tornato forte e in forze, perché anche se il corpo non c'è più li spirito è pura energia e non può sparire.
      Ci sarà una bella combriccola di monelli lassù... :)
      Un abbraccio e grazie

      Elimina
  4. Che vuoi che ti dica, Valentina?
    Dolori vissuti, capisco bene.
    Solo un abbraccio.

    RispondiElimina

Se volete lasciatemi un segno del vostro passaggio: una vostra impressione, un saluto, una critica. Sarà tutto ben accetto e mi aiuterà a crescere ed andare avanti.