Google+ La Natura che ci circonda: Lettera ad un cacciatore

mercoledì 7 novembre 2018

Lettera ad un cacciatore

Stamattina mi hanno rigirato il link a un articolo intitolato "Lettera a un animalista". Fermo restando che su alcune cose sono d'accordo con la lettera (chi esulta per la morte di un essere umano,  sia un animalista, un ambientalista o un cacciatore, è un grandissimo bastardo insensibile. Non si ride di una vita spezzata!) e che, volente o nolente, il mondo venatorio lo conosco, anche se sono "un'ambientalista da salotto", direi che mi sento di rispondere.

Caro cacciatore,
premettendo che non sarei contro la caccia, ma mi ci state facendo diventare, tu parli di "indottrinamento" degli animalisti  (io parlerei in altro modo, ma per essere eleganti prendiamo per buono "indottrinamento") e hai ragione, ma non è che per voi la cosa sia diversa. Rispondete anche voi per frasi fatte, in molti casi senza senso, e per di più sempre la stessa solfa. Sono consapevole che non tutti i cacciatori  (ma la maggioranza sì) infrange le regole (e per "infrangere le regole" si intende tutto: dall'annotazione di data e atc sul tesserino venatorio, cui siete un po' refrattari, all'annotazione del capo abbattuto, cui siete ancora più refrattari, all'uso del richiamo elettroacustico e i più beceri metodi di bracconaggio), ma perché voi non prendete le distanze da chi infanga la vostra reputazione? Facciamo un esempio che ha fatto scalpore: il cinghialaro che ha sparato al "bracconiere" diciannovenne. Ora, ammesso e non concesso che il ragazzo fosse un bracconiere, appurato che non dovesse essere lì, resta il fatto che il tuo collega ha sparato SENZA GUARDARE a cosa sparasse e SENZA SAPERE cosa ci fosse dall'altro lato. Lasciando perdere la stronzata pietosa giustificazione del "chi è là, sono un cacciatore" (ammesso che abbia gridato davvero, fosse stato un cane, un tasso o qualsiasi altro animale secondo te avrebbe risposto? Lo sai che esiste un illecito definito "uccisione di specie protetta" o "non cacciabile"? Secondo te non sarebbe stato grave?), a parte il fatto che io non ho mai visto in cinghiale in tenuta mimetica, mi spieghi perché cazzo accidenti lo giustificate? Un uomo adulto, che va in giro con un'arma, consapevole di avere in mano uno strumento per uccidere, che spara senza guardare a cosa sta sparando, non si può identificare con un termine meno eloquente di "idiota" (di più sì). Non lo dovete giustificare, perché rovina la vostra categoria! NON SI SPARA SENZA VEDERE COSA C'È DAVANTI! E, perdonami, io non lo classifico come "omicidio colposo"! Nel momento in cui spari ad un cespuglio, senza sapere cosa c'è dentro,  stai commettendo omicidio volontario! Lo sai che hai un'arma in mano! Inoltre dovresti anche sapere che non sei il proprietario dei boschi e come tu hai il diritto di andare a cacciarci, gli altri hanno il diritto di andarci a funghi, in bici o a passeggio, ma anche a caccia di un'altra cosa, senza rischiare una palla nella schiena! Voi dovete prendere le distanze da chi spara senza guardare! Dovete esprimere parole di condanna, perché infanga la vostra categoria. Se li difendete fa bene la gente ad arrabbiarsi. Un conto è: "è scivolato e gli è partito un colpo" (anche se quando camminate con l'arma in mano non dovreste tenere il ditino sul grilletto), un altro conto è "ha sparato al fruscio"! E ne ho conosciuti di cacciatori così. Uno, in spiaggia, mi ha pure raccontato di aver beccato un airone cenerino sparando al fruscio; però a quell'altitudine non ci sarebbe dovuto essere, eh! Un altro di aver preso un gufo. Roba da fargli mangiare la doppietta con tutto il cinturone e le cartucce annesse! E voi siete i primi che questi dovete prenderli a calci! 

Altro punto: la caccia incide per l'1%. Ma ti devo rispondere davvero o ti rendi conto da solo? Va be', ti rispondo:
Risposta numero 1
Risposta numero 2
Risposta numero 3
Più "il paio di tordi" moltiplicato per il numero di cacciatori presenti in Italia (e nel mondo).

E per decenza e giramenti di scatole mi fermo qui, ma solo sulla zona di Brescia potrei continuare in formato enciclopedico. Non mi rispondere "ah, ma sono bracconieri!"; posseggono una regolare licenza di caccia!

"[...] è un mezzo per tenere sotto controllo l’ambiente e la fauna selvatica. Senza la caccia, quella praticata in modo serio e corretto, la fauna selvatica prevarrebbe sulla natura e sull’ambiente stesso."
Ma tu ci credi davvero in questa cazzata corbelleria che hai scritto, oppure è pura e semplice propaganda? O forse stai cercando di convincertene da solo? Tanto per dirne una sola per smentirti, vogliamo parlare di tutte le specie alloctone importate ad uso caccia? La Natura, splendida e grande, grazie a Dio, in qualsiasi modo lo vogliamo chiamare, non ha bisogno dell'essere umano. Anzi, se noi sparissimo oggi dalla faccia della Terra, per il pianeta e la Natura sarebbe solo un gran guadagno. Da sempre le specie selvatiche si sono autogestite ed è stata proprio la Natura a tenerle in equilibrio. L'unica nota stonata è proprio l'essere umano. A tenersi in equilibrio ci pensano predatori e prede: a parte il normale rapporto predatore - preda, laddove aumentino troppo i primi, muoiono di fame per carenza di cibo o per malattia; laddove aumentino troppo i secondi, idem con patate: se non la carenza di risorse, ci pensa una pestilenza a rimetterli a posto. Si sta iniziando a verificare anche con i cinghiali in Europa. Lo sai questo, amico cacciatore? Te lo spiego io: et voilà! La stavo aspettando ed è arrivata, puntuale come un orologio, a rimediare ai disastri fatti dall'uomo. Per ora in Belgio, ma considerando che non esiste cura né vaccino, ci vorrà ben poco perché la malattia dilaghi, facendo ciò per cui il Signore grande l'ha creata: rimettere a posto gli equilibri naturali, eliminando i soggetti in eccesso a favore di quelli più forti e resistenti. Tanti saluti a molti allevamenti suinicoli e buona pace per i cacciatori. 
Il problema vero degli "animali selvatici che prendono il sopravvento" è che per nostra comodità e ignoranza abbiamo eliminato i predatori. Se li si lasciasse fare senza rompere con bocconi avvelenati e doppiette, tornerebbero per naturale espansione, com'è accaduto per il Lupo  (lo ripeterò fino alla nausea: nessun lupo è mai stato reintrodotto in Italia. Sono tornati da soli!) laddove ci sono le prede. Ma dire questo non fa comodo né ai cacciatori né agli allevatori fraccomodi  (non tutti, per carità), eppure in alcuni casi il loro ritorno è utile anche contro le specie alloctone. Se non ci credi guarda qui.
Inoltre, amico cacciatore, è stato dimostrato che il piombo rilasciato in giro dalle munizioni dei cacciatori, soprattutto nelle zone umide, viene scambiato per grit dagli uccelli e ingerito, causando Saturnismo. Ma vi costa tanto eliminare il piombo e usare qualche altro materiale? (Ma vi costa tanto andare a giocare a calcetto o convertire il fucile con una bella macchina fotografica?)

Ora, amico cacciatore, è vero: esistono cacciatori corretti (pochi), esistono cacciatori che segnalano (un po' di più), esistono cacciatori che raccolgono i bossoli loro e di quelli meno civili di loro, tornando con buste strapiene  (sempre troppo pochi), esistono cacciatori che ringraziano quando li controlli ed esistono cacciatori che, se trovano un animale selvatico ferito, lo soccorrono (più di quanti avrei mai pensato, ma sempre troppo pochi). La caccia è un'attività permessa dalla legge e normata molto chiaramente che non verrà mai abolita, perché ci sono troppi interessi dietro. Invece di andare a raccontare favolette sul fondamentale ruolo del cacciatore nella tutela della natura, che poi è ovvio che vi si rida in faccia, dite questo: "la legge mi autorizza, rispetto le regole, quindi non hai il diritto di scocciarmi e/o insultarmi!" il che è sacrosanto (fermo restando che non si dovrebbe avere il diritto di insultare nessuno). Io conosco tanti cacciatori e per loro è praticamente una malattia (fermo restando che continuo a credere che, se ci provassero, si divertirebbero di più con una macchina fotografica che con il fucile). Ora, amico cacciatore, per la passione che hai, piantala di raccontare storielle, rispetta le regole (pure quelle che non ti vanno a genio) e prendi le dovute distanze da chi infanga la tua categoria, ma soprattutto ricordati che il danno non lo fai tu, sparando a un tordo, ma quell'azione la devo moltoplicare per qualche milione, addizionandola alle mattanze messe in atto dai bracconieri, agli effetti degli incendi, delle alluvioni, delle patologie, dei competitori naturali e non (e i "non naturali" in alcuni casi li avete introdotti proprio voi). Davvero poi ti meravigli se quando vai a caccia non c'è più selvaggina? Davvero vuoi aggiungere anche il tuo peso al meccanismo che ci sta portando verso un mondo senza più animali selvatici? Riflettici.





P.S. Il disegno soprastante non è un esempio di animalismo, ma un regalo fatto ad una persona, con annessa la scritta "3 anni che mi sopporti". C'è in corso una sfida su chi convertirà prima l'altro. Ovviamente sono in vantaggio io!
Questo per dire che, pur avendo le idee diametralmente opposte, se si è corretti, si può andare d'accordo comunque, anche con qualche litigata di intermezzo.

14 commenti:

  1. Vuoi un suggerimento?
    Propongo di permettere la caccia ma il cacciatore deve usare solo armi che si è costruito interamente con le sue mani. Ovvero, se uno vuole cacciare cinghiali deve fabbricarsi un arco, una balestra ma io suggerirei una lancia. Libero possesso e uso di armi qualsiasi auto-costruite, divieto di fabbricazione e vendita a terzi (in particolare, ovviamente, di armi da fuoco). Consentirei solo la fabbricazione e rivendita di punte di metallo forgiato a mano, ed eventualmente i rinforzi e i giunti delle balestre.

    Circa gli "incidenti di caccia", sono semplicemente inevitabili. Le armi da fuoco servono solo a fare a pezzi le cose e le persone. Si possono portare in giro scariche, cariche con la sicura (o le sicure, a seconda) oppure cariche e pronte a sparare. Un'arma pronta a sparare si aziona con un niente, basta picchiarla in terra con violenza o impigliare qualcosa nel grilletto, poi quando sparano un proiettile di grosso calibro (nel caso di armi militari, un proiettile ad alta velocità) viaggia per centinaia di metri mantenendo intatta la capacità di fare a pezzi le cose e le persone, passando anche attraverso il tronco di un albero o il metallo di una portiera di automobile (non come nei film) e in quei casi producendo anche schegge in aggiunta. Quando ero sotto le armi ero giustamente preoccupato di come venivano maneggiati i fucili durante i (pochi) servizi armati in cui venivano distribuiti proiettili. C'erano tutta una serie di prassi da seguire per ridurre il rischio di incidenti. Che è una cosa fattibile in una situazione senza imprevisti come stare di guardia davanti ad un cancello, quasi impossibile in un contesto tipo "camminata nei boschi", assolutamente impossibile se la "camminata" procede col fucile pronto a sparare e "in caccia", cioè imbracciato con la canna puntata ad altezza d'uomo.

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    1. Quanto sopra non ha niente a che fare con lo "animalismo" o più propriamente, dagli anni Settanta, con lo "anti-specismo".

      Se ammazziamo i maiali e le galline, ammazziamo qualsiasi cosa, il come è un dettaglio.

      Piuttosto, se uno si definisce "cacciatore" deve avere un'arte, l'arte venatoria, che in origine serviva sia per procurarsi carne e materia prima, sia come preparazione alla guerra, specie per gli aristocratici.

      Quindi se sei cacciatore, non puoi essere un panzone che spara nuvole di pallini con un fucile automatico per ammazzare un uccellino. Chiunque lo può fare, non serve nessuna abilità.

      Devi essere uno che si costruisce la sua arma, impara ad usarla e poi prova a prendere l'uccellino con una freccia o a seccare il cinghiale con la lancia. Guarda, arrivo anche ad ammettere l'uso di reti, sempre auto-costruite e da gettare a mano sopra le anatre come facevano nell'antichità. Oppure il boomerang.

      Si, c'è un inconveniente. Con prede di una certa dimensione come il cinghiale o che ne so, il daino, la freccia quasi mai è immediatamente fatale. Quindi l'animale fugge e va inseguito, la ragione d'essere dei cani era appunto quella di localizzare e immobilizzare la preda mentre sopraggiungeva il padrone. Quindi, si paga il fatto che diventa mooolto più difficile prendere qualcosa con il fatto che l'animale colpito da una freccia muore meno in fretta che se viene colpito da una fucilata.

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    2. Non è niente di impossibile o fantascientifico, Esempio.

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    3. Ciao Lorenzo,
      Grazie del commento pertinente e poco animalista. Certo che può capitare il colpo che parte per errore. Nei chiusi di maneggiamento armi dicono sempre che un'arma non è mai scarica. Il punto che non è giustificabile in alcun modo è quando si spara al fruscio, senza sapere cosa c'è dall'altra parte.
      Quello da te proposto sarebbe un ritorno agli albori della caccia e un buon modo per fare smettere di n andarci. 😊
      Un'altra Idea interessante e facilmente applicabile è la licenza a punti, come la patente, ma senza possibilità di recupero una volta ritirata.
      Ti ringrazio e ti auguro buona giornata

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    4. No, non hai capito. Se tu spari con un fucile ad un cinghiale, sia che tu lo prenda, sia soprattutto che tu lo manchi, il proiettile continua ad andare e colpisce quello che c'è dietro il cinghiale a centinaia di metri di distanza.

      Il fucile che avevo io in dotazione da militare, che era di un calibro simile a quelli usati per la caccia a grosse prede, aveva una "gittata utile" di circa 3 chilometri, significa che angolando opportunamente la traiettoria, il proiettile poteva ricadere a 3 chilometri con velocità sufficiente ad ammazzare qualcuno.

      Ovviamente a fini pratici non si spara a cose che non puoi vedere e la balistica è abbastanza complessa, quindi l'uso pratico di un fucile "convenzionale" sarà massimo attorno ai trecento metri, si arriva attorno al chilometro per i fucili di precisione con ottiche particolari.

      Nel caso della caccia al cinghiale, dato che ci si muove nel bosco, tu spari in una certa direzione ma il proiettile, se non finisce nel terreno, continua ad andare attraverso le vegetazione, molto oltre la distanza che puoi verificare.

      Poi c'è il caso di uno che sta a tre metri, inciampa e ti spara.

      Ripeto, io liberalizzerei la caccia come concetto, cioè la facoltà di ammazzare gli animali, però restringerei le armi a quelle auto-prodotte. A caccia ci andrebbero quelli che se lo meritano e farebbero una fatica del diavolo a prendere qualcosa.

      Tra l'altro la freccia difficilmente è letale anche per gli uomini. Nella antichità erano micidiali per via delle infezioni.

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    5. E si potrebbe parlare di "sport" con un minimo di senso.

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    6. Ah, certo che l'arma può essere "scarica", basta non metterci dentro le munizioni. I fucili a colpo singolo come le vecchie doppiette le aprivi e potevi vedere che non c'era la cartuccia dentro la canna. Quelli automatici di adesso puoi solo aprire l'otturatore ma per vedere se non c'è la cartuccia devi guardare dentro.

      Il guaio comunque non è tanto che l'arma sia carica, che già è pericoloso ma che sia pronta a sparare. Significa che non c'è nessun meccanismo che impedisce al percussore di colpire la cartuccia. Chiaro che se ti aspetti di vedere il cinghiale da un momento all'altro, non puoi avere il tempo di togliere la sicura e questo, insieme alla incuria, è quello che rende pericolosissima la caccia o meglio, inevitabili gli incidenti.

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    7. Nota di colore: nel maneggio delle armi si impara a puntarle dove, se partisse un colpo, non facciano danni. Per esempio i soldati che salgono su un elicottero appoggiano il fucile sulla canna invece che sul calcio, cioè puntato verso il pavimento, perché il motore e la trasmissione dell'elicottero sono sul soffitto e tu non vuoi farlo precipitare. Il che ci porta a concludere che è successo e che i colpi comunque partono perché non scendi da un elicottero in zona di guerra con un'arma "in sicurezza".

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    8. Non solo ho capito benissimo, ma lo sapevo già. Come ho scritto, conosco il mondo venatorio da vicino. Ho visto le armi da cinghiale di cui parli e cosa sono in grado di fare.
      Per questo le armi non sono per tutti, perché bisogna essere consapevoli di ciò che si ha in mano e del fatto che quando si spara, soprattutto con armi per grossi animali, bisogna che ci sia dietro la cosiddetta "struttura para-palla". A maggior ragione per quello che dici tu, inoltre, bisogna sempre sapere cosa c'è dietro il punto in cui si sta sparando.

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    9. La soluzione io l'ho proposta.

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  2. Ricordo tanti litigi con i cacciatori fatti negli anni novanta. La maggior parte di loro diceva la stesse cose che questo signore aveva detto con la lettera iniziale. In più aggiungevano all' epoca che non era la caccia ma i pesticidi a distruggere l' ambiente. Peccato che quando poi gli si faceva notare che c'erano stati alcuni referendum contro i pesticidi boicottati dalle associazioni venatorie per non fare un favore ai Verdi non sapessero più cosa rispondere...

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    1. Ciao Nick,
      La solfa è sempre la stessa, però è anche vero che tanti animalisti parlano a vanvera senza avere idea di come funzioni la caccia. Alcuni commenti fanno saltare i nervi pure a me.
      Le scuse "solite" poi sono molte di più:gli incidenti con le auto, le discariche abusive e non, ecc. Questa dei pesticidi non la sapevo; me la ricorderò durante la prossima discussione 😁
      Ti abbraccio forte

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  3. Io proibirei la caccia, punto. Ciao Poiana e buon pomeriggio.
    sinforosa

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    1. Ciao cara,
      Io non sono totalmene contro la caccia, se fatta bene, ma sicuramente se la vietassero non mi strapperei i capelli. Tuttavia ci sono veramente troppi interessi dietro, per cui l'idea che la vietino o che si vieti l'uso delle armi da fuoco è utopica per il momento.
      Ti abbraccio e ti auguro una felice notte e bei sogni.

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