Google+ La Natura che ci circonda: Due adorabili agglomerati di aculei

venerdì 5 settembre 2014

Due adorabili agglomerati di aculei

Un paio di giorni fa mi è capitato di dover liberare in campagna due cuccioli di riccio; a parte il timore che possono suscitare gli aculei (peli modificati, rigidi ed acuminati), questi animali sono carini e simpatici e se possibile vale la pena di restare un po' di tempo ad osservarli.
Sono insettivori di base, ma integrano la loro dieta con piccoli rettili, topi, uova ed alimenti vegetali; sono degli ottimi predatori e possono arrivare a mangiare anche serpenti e piccoli uccelli. Hanno abitudini notturne.
Quando si sentono minacciati si richiudono su sé stessi "a palla", rizzando gli aculei, divenendo così dei bocconi indigesti per la maggior parte dei predatori; gli aculei hanno anche funzione di protezione da urti e cadute, ma purtroppo non dalle ruote delle autovetture.
Durante l'inverno cadono in letargo e si risvegliano con le temperature miti del periodo primaverile. Durante questo periodo il metabolismo rallenta e gli animali sopravvivono utilizzando il grasso corporeo accumulato durante la bella stagione; un individuo che vada in letargo senza le necessarie riserve lipidiche, quindi, non sopravvivrà all'inverno e morirà di inedia, cosa comune soprattutto fra i giovani.
Purtroppo, nel periodo estivo, molti restano vittime degli incendi e, come se non bastasse, se ne trovano moltissimi morti investiti sulle strade, soprattutto quando sono ancora intontiti dal sonno invernale.
Quando le sere d'estate uscite in macchina, quindi, state allerta per voi stessi e per gli altri, ma anche per loro e per tutti gli altri animaletti che attraversano la strada.

Vi saluto con il video della liberazione; non fate caso alla mia "conversazione" con gli animaletti, è un'abitudine.
L'autunno è alle porte, quindi ne avete bisogno: in bocca al lupo, piccolini!!!


2 commenti:

  1. Sono carinissimi Poiana!!!!
    Alcuni anni fa ne avevamo trovato uno grande ccome unuovo di gallina. Talmente grande che non pungeva nemmeno ancora. Della mamma nessuna traccia e lui strillava come un aquilotto.
    Era in giardino, era pieno autunno e non potevo mica lasciarlo lì!
    L'ho portato in casa al caldo, infilato nel trasportino dei gatti tanto è di quelli fatti a rete e quindi aperto, messo un po' di fieno che ho chiesto al vicino, acqua e cibo e ci è rimasto per due mesi. Doevi vedere come cresceva in fretta!!!
    Due o tre volte al giorno mia figlia lo tirava fuori dalla gabbietta e lui che faceva? Un giro per casa e poi le saliva sulle gambe (lei era seduta per terra), si accoccolava in grembo e si metteva a dormire.
    In primavera lo aavevamo liberato. E' stato parecchio tempo a girovagare davanti alla cucina e poi finalmente si è ricordato che è un animale libero e se ne è andato.
    Macchia.... lo avevamo chiamato così! Chissà dove è finito!

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    1. Ciao Patricia, scusa il ritardo ma non riuscivo a rispondere al commento :)
      Erano tenerissimi, anche perché alla fine hanno capito che non volevo fargli male ed hanno smesso di "appallottolarsi"; speriamo che riescano a sopravvivere...
      Diciamo che per quanto riguarda Macchia avreste dovuto portarlo/a in un CRAS, ma l'importante è che lo/la abbiate curato/a e che ora stia bene; magari nel frattempo è diventato un papà o una mamma :)
      So che spesso la tentazione di tenerli in casa è forte, ma come dici giustamente tu, sono animali liberi e liberi devono restare.
      Un abbraccio forte
      Poiana

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