Google+ La Natura che ci circonda: Ramarri: quando niente e quando "troppo"

mercoledì 11 maggio 2016

Ramarri: quando niente e quando "troppo"

Probabilmente mi avrete data definitivamente per dispersa; questa volta mi sono assentata veramente a lungo e vi chiedo scusa per questo periodo di trascuratezza, soprattutto agli amici blogger di cui ho disertato i blog. Prometto che mi farò rivedere nei prossimi giorni, anche se ci vorrà un po' per venire a trovarvi tutti. Almeno per un pochino sono tranquilla; i prossimi esami saranno a metà giugno, per cui mi posso prendere il lusso di una piccola pausa prima di ricominciare, anche se dovrà essere veramente molto breve. Tuttavia ne vorrei approfittare per riprendere un po' di post lasciati a metà e per continuare la storia di "Spiriti della Natura", che ho rovinosamente abbandonato sul più bello (non me ne vogliano gli amici lettori di questa mia piccola follia fantastica, ma ho provato ad andare avanti senza grandi risultati, per cui ho preferito interrompere momentaneamente per non rischiare di rovinare la storia. Ci sto lavorando). Intanto, comunque, ne approfitto per dedicarvi qualche altro scatto verde, rubato alla Natura nelle ultime settimane.

L'unica cosa per cui apprezzo le sessioni d'esame, è il fatto di avere la scusa per passare tutta la giornata a casa in campagna; la mattina mi preparo, carico i cani in macchina e scappo dalla città  (citando il titolo di un vecchio film). A trarne giovamento non sono solo io, ma anche i miei cani che non passano tutto il giorno annoiandosi in casa; almeno si divertono inseguendo lucertoline e sterminando talpe (due in due giorni ed oggi ne ho trovata un'altra che non avevo visto... e non c'è verso di fargliele lasciare in pace, poverine).
L'avete mai vista una talpa? Io sì, grazie ai miei cani, regolarmente morte! :(



Comunque, mattanza delle talpe a parte, mi piace il fatto di poter passare le pause studio passeggiando con Ciro ed Otto in giro per la campagna, trovando tracce e animali di vario genere e godendo dei colori e dei profumi della primavera, del ronzio delle api e del canto dei più svariati uccelli. La Natura in questo periodo è un tripudio di fiori ed erbe di vario genere, e brulica di vita in ogni suo angolo, anche quelli più nascosti. Salendo a casa mi sono imbattuta in un simpatico cardellino posizionato sulla cima di un ramo di mandorlo. Sembrava stare in posa, tutto impettito e cinguettante e, come al solito, ho rimpianto il fatto di non avere una macchina fotografica e dovermi arrangiare con il cellulare.



In questa stagione, nel giardino trovo ad attendermi una distesa di fiori di campo, assolutamente spontanei e meravigliosamente colorati, nonché circondati da laboriosi apidi intenti a succhiarne il nettare.







Uscendo in passeggiata con i cani, invece, oltre ai fiori e le erbe che si distendono a perdita d'occhio e le zecche che passeggiano allegramente addosso a noi (me compresa, anzi, me e basta perché i cani hanno il repellente - questo giusto per dire di ricordarvi sempre di ispezionarvi i vestiti dopo aver passeggiato in mezzo all'erba alta), mi imbatto sempre in diverse forme di vita animale, varianti dalla piccola formica al lungo biacco. Qualche volta il cane ha scoperto casualmente una quaglia intenta a ristorarsi nascosta in mezzo all'erba, ma più spesso ha disturbato colombacci, aironi guardabuoi e piccoli abitanti del microcosmo non molto apprezzati da molti: fra questi ultimi c'è una grossa cavalletta, che dopo l'assalto del cane è volata a nascondersi e mimetizzarsi sul ramo di un ulivo. Trovarla non è stato facile, ma eccola qui.




Per chi non la riuscisse a vedere, la cerchio.



Camminando mi imbatto anche in impronte di tutti i generi (a proposito, non siamo riusciti a capire a chi appartenesse l'impronta misteriosa; con molta probabilità un tasso, ma non lo sappiamo con certezza), resti di predazione di vari animali, tane e nidi di uccellini, penne, piume, pelli e tracce di vario tipo che mi diverto a cercare di capire a chi possano appartenere. In mezzo a tutto ciò, quello che mi sta capitando di incontrare spesso è un simpatico rettile di cui ho parlato qualche mese fa: il Ramarro

Sono pur sempre foto scattate con il cellulare,
abbiate pazienza...

Il maschietto qui sopra doveva aver attirato l'attenzione del mio cane, perché lui continuava ad annusare insistentemente dentro a quel pozzetto di cemento apparentemente vuoto; alla fine ho capito perché. Otto dev'essere una nuova razza di cane da caccia ai sauri: li trova tutti!
Se in 28 anni che giro nell'azienda ne ho incontrato uno solo, devo dire che nell'ultimo periodo sembra che questi lucertoloni si siano moltiplicati; se ad agosto un giovane maschio si termoregolava serafico in giardino, il giorno successivo all'incontro della foto soprastante, mentre mi aggiravo furtivamente intorno al laghetto per spiare eventuali uccelli acquatici, un fruscio fra le canne secche ha attirato la mia attenzione. Ho guardato di nuovo sperando in qualche incontro piumoso ed invece... non ho visto nulla! Solo guardando meglio, dopo qualche secondo ho visto un corpo verde arrampicarsi nel canneto. Ancora una volta sono stata ingannata dalle dimensioni: "ah, è un serpente!" Quel colore, tuttavia, non si addice molto alla popolazione nostrana di ofidi, per cui ho controllato meglio, notando l'inconfondibile testa bluastra sul corpo verde: un bel ramarro, probabilmente intento in una battuta di caccia. Devo dire che questo maschietto era piuttosto lungo e vederlo è stata una bella soddisfazione. E' rimasto un po' a farsi osservare e fotografare, guardandomi incuriosito da me quanto io lo ero da lui. Poco dopo, però, la mia attenzione è stata catturata da un secondo fruscio a pochi passi da me, questo notevolmente più intenso; un movimento in quella direzione ed ecco una bella gallinella d'acqua spiccare il volo, attraversare il laghetto sul pelo dell'acqua e posarsi sul versante opposto per sparire nuovamente fra le canne. Contenta dell'incontro mi sono rigirata verso il mio amico squamoso, ma anche lui era ormai sparito nella vegetazione.
A proposito... niente male come mimetismo, vero?


Ho proposto la foto su G+ con un maggiore ingrandimento chiedendovi se foste riusciti ad individuare l'animale, ma apparentemente nessuno c'è riuscito. La foto è questa:


Forse ora che si sa cosa cercare è più facile, ma nel dubbio aggiungo il solito cerchietto.

Tre incontri, tre maschi: ma le femmine?


Purtroppo questo è il meglio che ho potuto fare con lo smartphone; prima o poi comprerò una macchina fotografica, ma intanto... abbiate pazienza.

4 commenti:

  1. Pure dove risiedo io in provincia di Venezia i ramarri stavano quasi scomparendo, gli ultimi due che avevo visto risalivano come avvistamento al 2002 ma già in questi inizi di maggio girando in campagna ne ho visti 3 o 4.
    Un buon segno direi.

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  2. Ciao Nick :) ebbene direi proprio che è un ottimo segno. L'unica cosa che ho notato è che sto vedendo solo maschi...non ho trovato una sola femminuccia.
    Buona serata, passerò presto a leggere l'ultimo strano caso che hai proposto. Devo trovare quella iniziale.
    Baci baci

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  3. Ahhh... un ramarro, ora lo vedo ;)
    Dire che non solo il tuo cane è un segugio ma anche tu cara Valentina non scherzi.
    Ben tornata e buone passeggiate.

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    1. Ciao Anna Maria :)
      Io però sono "da penna": l'altro giorno siamo andate a fare una passeggiata con un'amica ed ho trovato due nidi nascosti (molto bene), con dentro i pulli. È stato bellissimo, perché poi ci siamo nascoste poco lontano ed abbiamo visto i genitori tornare con la "pappa".
      Da domani si ricomincia a studiare, ma dovrei riuscire a gestire il blog stavolta.
      Un abbraccio e buona notte.

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